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Rassegna di poesie

Contenuti


Natale

Nel silenzio attorno al ceppo acceso
Carmelo sorpreso ritrova
i rumori lievi del passato.

Francesco Politano

Il sacerdote di Lago

"E' schiuma di terra,
ombra di vita, Rosina,
la paura del futuro".
In un Natale di guerra così
a mia nonna diceva
il sacerdote di Lago.

Francesco Politano



Pubblicata la raccolta di poesie, "Pettirossi d'autunno", dell'ing. Giuseppe Policicchio




Giuseppe Policicchio nasce a Lago (Cosenza) il 14 settembre 1957.
Laureato in Ingegneria Elettronica presso l'Università "Federico II" di Napoli, oltre agli studi tecnico-scientifici ha sempre coltivato la sua profonda passione per la letteratura e in particolare per la poesia. Leitmotiv dei suoi versi è la contemplazione della natura e la particolareggiata descrizione dei paesaggi, dei lavori e dei personaggi del mondo campestre. Il prepotente bisogno della memoria di rievocare situazioni e momenti degli aspetti inerenti alla faticosa e laboriosa pratica contadina vuoi essere un invito, a sé stesso e alla società, a stabilire un nuovo rapporto, didascalico e riguardoso, con la natura e con la sua maestosa semplicità.
Alcune sue poesie sono già apparse nel volume collettaneo 'Antologia Italiana. Poeti italiani contemporanei" (Ragusa, Libroitaliano World, 2006).


Ne proponiamo due:


PENSIERI

In quel pittoresco
acquerello di nuvole
del mattinai pennello
dell'alba
s'immalinconisce
e si perde
il semplice pensiero
che, davanti
ad un simil,
indicibil spettacolo
si rifugia
nella dimora
d'un inquietante
casolare interiore


PENSIERI NELLA PIANA DEI SENSI

II melo... in quella gaia
campagna d'ottobre
assopita nel fuggitivo
tepore del tramonto
sembra attendere con impazienza
il passaggio del giovincel pastore
che... provvido di bisaccia
lascia intraveder
un sottile ritornello
di musical costume...
lontano la nitida dimora del mare
con qualche veliero solitario...
quando sopraggiunge
una carezzevole brezza autunnale
bastevole per saccheggiar
le rogge pampine del filar
e trasportarle altrove...
Dalla vicina cascina
il mosto si lamenta
dentro al palmento...
Borghi e villaggi si lascian mirar
nelle loro vesti
di sconosciute bellezze...
mentre i pensieri navigano
in quella immensa e sconfinata piana...
la piana dei sensi.





Madre
(in memoria di mamma Michelina)

Sono rami contorti
le dita di mia madre,
tronchi ruvidi le sue
gambe doloranti.
E ondeggiano inquieti
tra i denti d'ottantenne
sintagmi d'affetto.


Ogni notte la mia mamma tremante
si tuffa nelle tenebre d'un Tavor
per ritrovare la sua infanzia quieta


Mamma se n'è andata.
Ho ancora spine nel cuore
e una stanchezza infinita.

Francesco Politano


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